A Ischia non sono venuti per divertirsi

La Summer School del CEIC racconta una generazione diversa da quella che ci aspettiamo e apre una domanda su Ischia fuori stagione

Sento spesso un pregiudizio che gira sull’isola, silenzioso ma pervasivo, che associa Ischia solo a due immagini: spiaggia d’estate e locali da aperitivo. Un’equazione implicita per cui i giovani, in particolare, verrebbero qui solo per la movida, il mare, il weekend spensierato. Ma chi lo ha stabilito davvero? Basta ascoltare le voci di chi ha appena concluso la Summer School promossa dal CEIC per capire quanto questa equazione sia, semplicemente, sbagliata.

Dal 14 al 19 settembre, nella sala del Museo Diocesano presso l’antico seminario di Ischia Ponte, si è svolta la seconda edizione della Scuola estiva di Studi Storici e Antropologici, promossa dal CEIC – ente di rilievo regionale e ONG accreditata presso l’UNESCO per il patrimonio immateriale – in convenzione con il Dipartimento di Studi Umanistici dell’Università Federico II di Napoli. Un progetto, “Valorizzazione dei patrimoni, società locali e promozione della socialità”, sostenuto dalla Regione Campania, che ha portato sull’isola un gruppo di studenti universitari per una settimana di seminari, incontri e confronto diretto con professori e ricercatori, dall’antico al contemporaneo.

E i ragazzi, quelli veri, cosa dicono? Domenico Freda, studente di Scienze Storiche, parla di un’esperienza che gli ha permesso di conoscere davvero, non solo per nome, “professori e determinate figure” che prima erano solo un cognome su un libro, e cita persino von Ranke a proposito dell’urto intellettuale che genera l’evoluzione delle civiltà. Elisa Tammaro racconta di aver approfondito la propria formazione storica proprio per capire “come nella storia si siano fatti errori” e non ripeterli nel presente. Giorgia ha parlato di orizzonti che si sono aperti, di uno studio reso “più dinamico”, fatto di domande e non solo di risposte. Marta Di Pace, che studia filologia classica, ha trovato nel confronto tra discipline diverse, dall’antichistica alla storia contemporanea, un arricchimento che la sua sola formazione non le avrebbe dato. Pietro Castaldi parla di un’esperienza “didattica inimitabile”, di aver potuto finalmente “porre le giuste domande”. Graziano Francesco Mariniello chiude il cerchio parlando di sinergia con i colleghi e di conferenze che definisce, senza mezzi termini, fantastiche.

Nessuno di loro cita il mare nonostante il viso arrossato dal sole, nessuno parla dei locali o di serate. Parlano di professori conosciuti davvero, di domande poste per la prima volta, di orizzonti aperti. È il ritratto di una generazione che, quando le si offre un’occasione seria, la coglie con una serietà che spesso sottovalutiamo.

E qui arriva la seconda domanda, quella più articolata per un’isola che vive di turismo stagionale: può il turismo culturale essere la soluzione alla destagionalizzazione di Ischia? Occasioni come questa Summer School hanno un peso specifico importante nell’economia sociale dell’isola, perché mettono in contatto persone realmente interessate alla nostra storicità, non consumatori di un weekend, ma persone che tornano, che scrivono, che studiano, che diventano ambasciatori di un’immagine diversa di Ischia. Non dimentichiamo che l’isola, nel corso dei secoli, è stata sempre un luogo di incontro per personaggi illustri, che preferivano la quiete dei nostri luoghi alla confusione e alle rigide etichette di corte per accogliere ospiti importanti. È una vocazione antica, quella di Ischia come luogo di pensiero e di incontro, che negli ultimi decenni abbiamo lasciato in secondo piano rispetto alla vocazione balneare.

Il programma promosso dall’Istituto CEIC dimostra che esiste già, silenziosamente, un filone turistico culturale capace di rivalutare Ischia proprio nei mesi in cui il turismo balneare si spegne. Settembre, con la sua luce più morbida e le spiagge finalmente respirabili, potrebbe diventare la stagione dell’Ischia che pensa, studia, dialoga, non un ripiego rispetto a luglio e agosto, ma un’identità propria. Chi ha detto che i ragazzi vogliono solo divertirsi a Ischia? Nessuno studente della Summer School lo ha detto. E forse è arrivato il momento, anche per noi, di smettere di darlo per scontato.